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Pensione giornalisti

La situazione per liberi professionisti e precari

Pensione giornalisti

Pensione giornalisti 1024 512 Pagliano & Scaglia

Qual è la situazione “pensione giornalisti”, per una categoria che da sempre conosce il precariato? Parliamo di giornalisti liberi professionisti, più comunemente chiamati “freelance“, nonché di collaboratori coordinati e continuativi, i cosiddetti Co.Co.Co.

Queste due figure professionali oltre ad essere accomunate da carriere discontinue e molto spesso da bassi redditi, fanno capo allo stesso ente di previdenza, INGI – gestione separata.

Pensione giornalisti: Quando può andare in pensione il lavoratore?

In questo articolo esamineremo tutte le opzioni possibili e le principali novità.
Il trattamento pensionistico per vecchiaia potrà essere ottenuto al compimento di:

  • 66 anni di età (indipendentemente dal sesso) con almeno 20 anni di contributi
  • 63 anni di età (indipendentemente dal sesso) con almeno 20 anni di contribuzione a condizione che l’ammontare mensile della prima rata di pensione risulti non inferiore a 1,5 volte l’assegno sociale

È inoltre riconosciuta la possibilità di ottenere la prestazione previdenziale al raggiungimento di 40 anni di effettiva contribuzione, indipendentemente dall’età anagrafica: la c.d. pensione di vecchiaia anticipata.

L’applicazione del sistema di calcolo contributivo in aggiunta a vite professionali discontinue e con bassi redditi, fanno sì che per i giornalisti autonomi il futuro pensionistico non sia tra i più rosei.

L’applicazione del nuovo Regolamento per la pensione giornalisti, approvato in via definitiva dai Ministeri vigilanti in data 30 gennaio 2013, ha introdotto numerose novità per sollevare le sorti in vecchiaia di tale categoria di lavoratori.

Tra le più importanti va sicuramente annoverata la possibilità di richiedere una indennità una tantum qualora l’iscritto al compimento dell’età pensionabile, 66 anni a partire dal 30.01.2013, abbia cessato l’attività giornalistica autonoma senza aver maturato il diritto a una pensione autonoma presso tale gestione.

L’indennità una tantum consentirà a tutti quei giornalisti con bassi redditi e collaborazioni saltuarie di riuscire ad ottenere, al compimento dei 66 anni di età, una prestazione in un’unica soluzione di un importo pari ai contributi versati ai fini pensionistici più gli interessi, senz’altro più cospicua di una pensione rapportata a un esiguo monte contributivo.

Qualora il giornalista maturi il trattamento di pensione presso un altro Ente previdenziale è riconosciuta inoltre la possibilità di ottenere la cosiddetta pensione supplementare che spetta quindi a quei soggetti che, dopo il conseguimento del trattamento di pensione, continuano a svolgere attività lavorativa giornalistica come Co.Co.Co. o liberi professionisti, e che proseguano con il versamento dei contributi alla Gestione Separata.

È stata riconosciuta la possibilità di riscattare il servizio militare o quello del praticantato riconosciuto dall’Ordine dei giornalisti, nel caso in cui tali periodi non siano coperti da alcuna contribuzione previdenziale, in aggiunta alla possibilità di chiedere il riscatto, sino ad un massimo di 5 anni anche non consecutivi, dei rapporti di collaborazione coordinata e continuativa di natura giornalistica relativi a periodi sino al 31.12.1995.

È quindi evidente come, l’applicazione del sistema di calcolo contributivo a categorie di lavoratori con carriere professionali caratterizzate da “salti” contributivi e redditi non molto elevati sconti l’irregolarità dell’attività lavorativa.

Se vuoi approfondire l’argomento sulla pensione giornalisti, lascia un commento a questo articolo o contattaci via email a info@paglianoescaglia.it

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